Borgo Schirò

Borgo Giacomo Schirò è una piccola frazione sita a 10 chilometri da Corleone ma ricadente nell’amministrazione territoriale del comune di Monreale.

Nacque alla fine degli anni trenta del Novecento per volere del regime fascista con l’obiettivo, insieme alla costruzione di altri borghi in varie zone della Sicilia, di favorire la colonizzazione del latifondo e di permettere ai contadini di poter vivere vicino alle terre da coltivare evitando così l’emigrazione verso le città ed il conseguente abbandono dei campi.

Il nome fu dato in onore di Giacomo Schirò, medaglia d’oro al valor militare, giovane arbëresh ucciso con 53 coltellate per le strade di Piana degli Albanesi il 23 luglio 1920.

Oltre alle abitazioni dei contadini (circa una ventina) il borgo comprendeva anche un chiesa con l’annessa canonica, la scuola elementare per permettere ai figli dei contadini di essere istruiti, un negozio di generi alimentari e tabacchi, un sala da barba, un ambulatorio medico, una rivendita, botteghe per artigiani, un ristorante ed una fontana. Tra gli edifici istituzionali sorgevano il Municipio e la caserma.

Agli inizi degli anni settanta a Borgo Schirò persisteva un’atmosfera surreale. Rimasero soltanto la famiglia Sollazzo che gestiva il negozio di generi alimentari e tabacchi presso cui si rifornivano i contadini che andavano a coltivare i campi vicini ed il parroco che continuava a celebrare la messa presso la chiesa e che vedeva qualche fedele partecipare soprattutto la domenica.

Successivamente il Borgo fu oggetto ripetuto di furti e ruberie che portarono il signor Sollazzo e la sua famiglia ad abbandonare il negozio ed a trasferirsi a Corleone. L’unico che riuscì a resistere fu il parroco che fino agli anni 2000 fu l’unico abitante di Borgo Schirò; ma anche lui, a causa dei continui furti di statue, arredi ed altri paramenti sacri e di atti vandalici, dovette cedere e chiese di essere assegnato ad un’altra parrocchia.

Oggi di Borgo Schirò rimane una piazza deserta circondata da abitazioni vuote e malridotte con muri e strutture pericolanti e semidistrutte, illuminazione e segnaletica inesistente e con la vegetazione che ha invaso marciapiedi e cortili.


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